Stralci dell’opera

Dal saggio di Pier Luigi Mulas “La miniatura lombarda nell’ultimo quarto del Quattrocento”

“Gli studi degli ultimi due decenni hanno per molti aspetti modificato le nostre conoscenze sulla miniatura lombarda degli anni di Ludovico Sforza. L’approccio più frequente delle nostre ricerche è lo studio monografico di singole personalità artistiche: sono dunque emersi miniatori del tutto o quasi ignoti fino a qualche anno fa, che hanno in parte ridimensionato il peso di quelli meglio conosciuti. Oggi, per esempio, appare meno ampio il raggio di influenza di Giovan Pietro Birago, un nome capace fino a qualche tempo fa di attrarre parte della produzione minore. Meglio noti risultano ora i miniatori bramantesco-bramantiniani, favoriti dal concentrarsi degli studi sugli artisti più sensibili alle tendenze della pittura monumentale. Si deve a questa stessa volontà di allargare il campo d’osservazione al contesto artistico contemporaneo, uscendo dagli specialismi settoriali, l’approfondimento dei contatti tra la miniatura e le cosiddette arti congeneri, smalti, vetri dipinti, incisioni. D’altro canto, se oggi risulta più chiaro l’apporto della cultura emiliana al linguaggio dei lombardi, è nella tradizione milanese che si riconoscono le radici di Matteo da Milano, destinato ad una fortunata carriera oltre i confini dell’ex ducato.”

Dal saggio di Jean-Baptiste Lebigue “Analisi testuale delle Ore Torriani”

“Benché in scala ridotta, la composizione delle Ore Torriani segue la struttura più classica. Il calendario è posto in apertura, a imitazione di altri manoscritti liturgici come breviari o messali. Tuttavia va sottolineato come questa collocazione non abbia alcuna utilità in un libro d’ore, dal momento che le festività evidenziate nel calendario non influiscono sulla recita degli uffici e delle preghiere che questo contiene. Tale ruolo puramente decorativo del calendario è qui particolarmente evidente, perché esso risulta privo di due elementi essenziali: il conteggio dei giorni dei mesi e il ‘numero d’oro’. Il copista ha semplicemente conservato la colonna delle lettere domenicali, vale a dire la sequenza di sette lettere, dalla A alla G, ripetute senza interruzione a partire dall’1 gennaio sino alla fine dell’anno, nella quale ogni lettera corrisponde a un giorno. In questo modo, quando l’1 gennaio cade di domenica, la lettera domenicale dell’anno è la A, e tutte le A del calendario corrispondono a una domenica; se cade di sabato, la lettera domenicale dell’anno sarà la B perché la prima domenica dell’anno corrisponde al 2 gennaio; e così via. Questo strumento, che serve per il calcolo della data della Pasqua, è inutile se non è accompagnato dai due elementi qui mancanti. In primo luogo è impossibile ritrovare la data senza dover contare le linee di rigatura; manca infatti la menzione dei giorni del mese, che nei calendari medioevali sono registrati secondo l’usanza romana, che consiste nel contare a ritroso a partire dalle none e dalle idi (5 e 13 del mese, eccetto per marzo, maggio, luglio e ottobre, mesi in cui le none cadono il 7 e le idi il 15), e dalle calende del mese successivo (primo giorno del mese). In secondo luogo, la sequenza delle lettere domenicali dovrebbe essere preceduta da un’altra colonna che ospita una serie discontinua di cifre, la più alta delle quali è 19, poste in una sequenza che si ripete ogni 29 o 30 righe. Si tratta del cosiddetto ‘numero d’oro’, basato sulla coincidenza dei cicli lunari con l’anno solare che si verifica ogni 19 anni. Gli anni sono numerati progressivamente da 1 a 19, e il ‘numero d’oro’ dell’anno consente di collocare nel calendario i giorni di novilunio. Questi tre elementi sono indispensabili per calcolare la data della Pasqua, che cade la prima domenica (cadenza settimanale data dalla lettera domenicale) dopo il plenilunio (ciclo lunare determinato dal numero d’oro) successivo al 21 marzo (data fissa dell’anno solare).”

Decorazione, particolare
Decorazione, particolare


Giugno
Giugno


Andata al Calvario, particolare
Andata al Calvario, particolare


Natività, particolare
Natività, particolare


Ottobre
Ottobre